La dieta chetogenica ed emicrania sono fortemente collegate in quanto la chetosi può ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania, grazie all’azione dei corpi chetonici.

Questa guida chetogenica elaborata in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli spiega il funzionamento della dieta chetogenica, un percorso depurativo, detossificante e sgonfiante che permette di dimagrire in 21 giorni.
Il legame tra dieta chetogenica emicrania è spiegato dalla neurobiologia della chetosi. Durante questo stato, il cervello non usa più il glucosio ma i corpi chetonici come fonte primaria di energia, in particolare una singola molecola: il β-idrossibutirrato (BHB).
Il BHB agisce direttamente sul cervello, rivestendo un ruolo di neuroprotettore capace di:
Nelle persone che soffrono di emicrania, i neuroni sono spesso iper-reattivi e innescano il dolore con troppa facilità. Il BHB interviene stabilizzando le membrane neuronali, alzando di fatto la soglia di tolleranza e rendendo il cervello meno suscettibile ai fattori scatenanti.
Questa potente azione neuroprotettiva è possibile grazie allo stato di chetosi, un processo metabolico che si attiva quando il corpo, in assenza di carboidrati, inizia a produrre i corpi chetonici (BHB in primis) dal fegato partendo dagli acidi grassi.

Il regime chetogenico può modulare l’infiammazione cronica. L’emicrania, specialmente nella sua forma cronica, è sempre più associata a uno stato di infiammazione silente nel corpo.
Il passaggio alla chetosi ha dimostrato di inibire l’attività dell’Inflammasoma (NLRP3), una complessa proteina che funge da sensore e promotore chiave dei processi infiammatori. Riducendo questa infiammazione sistemica, la dieta chetogenica ababssa l’intensità degli attacchi di cefalea.
Oltre al BHB, la dieta chetogenica influenza l’equilibrio delicato tra i neurotrasmettitori del cervello, i messaggeri chimici che controllano ogni funzione, incluso il dolore.
La dieta keto è correlata a un aumento dei livelli di GABA (acido gamma-amminobutirrico), che è il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso. Contemporaneamente, si ipotizza una riduzione del glutammato, il neurotrasmettitore eccitatorio. Il cervello diventa, così, meno propenso ad un attacco emicranico.
La dieta chetogenica può inizialmente peggiorare il mal di testa. Questo fenomeno è noto come Keto-Flu o influenza chetogenica. Durante le prime fasi di transizione metabolica, quando il corpo si adatta a bruciare grassi, è comune sperimentare sintomi temporanei come stanchezza, irritabilità e un mal di testa iniziale.
Questo disagio è spesso legato alla perdita di liquidi e a uno squilibrio temporaneo degli elettroliti (sodio, potassio, magnesio), che sono cruciali per la funzione nervosa. È un sintomo di adattamento temporaneo che si può superare con le giuste integrazioni.
Nonostante i benefici neuroprotettivi dimostrati per la dieta chetogenica, questo regime non è universale.
La dieta chetogenica è controindicata (o richiede monitoraggio medico intensivo) in caso di:
La dieta chetogenica può migliorare l’emicrania, ma ricorda che esistono circa 14 gruppi di cefalee divisi in oltre 200 tipi diversi. Se la dieta chetogenica non dovesse portare alcun sollievo, o se riscontrassi difficoltà nella sua gestione, rivolgiti ad un professionista specializzato (medico o nutrizionista terapeutico).
“I vantaggi della dieta chetogenica: riduzione delle calorie totali, mantenimento glicemia e insulinemia, ncremento del dispendio calorico globale, aumento del lavoro metabolico”.

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