La stitichezza nei neonati

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Quando si può effettivamente parlare di stitichezza nel neonato? Spesso si tende a essere frettolosi nella diagnosi, pensando che il viso rosso e le spinte durante l’evacuazione siano sintomi di questa condizione. In realtà i fattori da considerare sono numerosi e talvolta non così immediati.

Vediamo, quindi, tutte le possibili cause, i segnali e i rimedi della stitichezza nel neonato.

In questo articolo troverete:

Quando si parla di stitichezza nel neonato?

È corretto definire stitichezza nei neonati quando la defecazione:

  • non avviene per almeno quattro giorni
  • provoca eccessivo sforzo, dolore e talvolta crisi di pianto
  • produce feci secche

QUALI SONO LE CAUSE?

Sono due le possibilità per cui insorge la stitichezza nei neonati:
o​​rganica: è legata a malattie o malformazioni ed è piuttosto rara (diffusa in meno del 5% dei casi)
funzionale: dipende solo dal malfunzionamento intestinale

Nel primo caso la stitichezza potrebbe essere la conseguenza di alterazioni endocrine o neurologiche, nonché malformazioni intestinali o fibrosi cistica.

In queste circostanze la stipsi si accompagna ad altri sintomi quali scarsa crescita, sangue nelle feci, riduzione del tono muscolare negli arti inferiori e feci presenti alla palpazione addominale o all’esplorazione rettale.

Nel secondo caso, più semplicemente, si tratta dell’inefficace e irregolare funzionalità dell’attività intestinale.

“Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”
              – Gianni Rodari


Come accorgersi se il neonato è effettivamente stitico?

Sono cinque i principali indicatori che portano a decretare la stitichezza nel neonato.
Si tratta di fatti oggettivi facilmente riscontrabili anche dai genitori, seppur una visita pediatrica sia sempre auspicata.

Ecco di quali si tratta:

  • il bambino contrae tutti i muscoli del corpo, arrivando a inarcare anche la schena
  • le feci sono dure, secche ed esigue
  • sangue nel pannolino 
  • perdita di appetito
  • pancia dura e gonfia

Allattamento al seno e latte artificiale: quali le correlazioni nella stitichezza del neonato?

Nei primi mesi di vita il neonato trae nutrimento esclusivamente dal latte, sia esso materno o artificiale.
A differenza dei bambini più grandi, quindi, è improbabile consigliare un cambio di alimentazione per osservare possibili miglioramenti.
Si può però constatare come i diversi tipi di allattamento possano influire nell’eventuale stitichezza del neonato; ecco come.

Le mamme che allattano possono aiutare il proprio piccolo integrando la propria dieta con una maggiore quantità di frutta, verdura e fibre senza dimenticare di bere tanti liquidi.
Le donne che invece si avvalgono del latte artificiale possono cambiare tipo di formula (su indicazione pediatrica) o variare la quantità di acqua utilizzata per diluire il latte.

È bene inoltre ricordare che i bambini allattati al seno possono emettere feci dopo ogni poppata, oppure non evacuare per una settimana: entrambi i casi risultano perfettamente normali.
Se il neonato, invece, è alimentato con latte artificiale o ha iniziato a mangiare i cibi solidi per via dello svezzamento, rientra nella normalità evacuare da tre volte al giorno a tre volte alla settimana.

Non da meno si può provare ad aiutare il bambino con una posizione più stimolante, ovvero quella “a torchio”. Quindi quando il bambino spinge, il genitore può liberarlo dal pannolino, sostenendolo in braccio con le cosce flesse e il dorso appoggiato al proprio corpo.


Quali sono i possibili rimedi?

Oltre ai piccoli accorgimenti appena presentati, che molto spesso si rivelano preziosi senza dover ricorrere ad altro, esiste comunque una serie di rimedi naturali per contrastare la stitichezza nel neonato.

L’obiettivo è di ammorbidire le feci, pertanto occorrono sostanze lenitive e addolcenti per contribuire a tale scopo.
Molto efficaci in questo senso si rivelano i microclismi a base di malva e miele, che non presentano alcuna controindicazione e non sono invasivi.
La cosa importante è che siano considerati come metodi occasionali e non si ricorra a essi in modo regolare.

Questo vale per i neonati che ancora non hanno intrapreso lo svezzamento e l’avvicinamento al vasino.
Dai sei mesi in poi, infatti, è possibile intraprendere anche altre soluzioni, che elenchiamo di seguito.

Rimedi olistici alla stitichezza

Esiste inoltre un approccio più dolce e personale, per così dire, che permette sia al bambino sia al genitore di rilassarsi e di entrare maggiormente in connessione senza stress.
Si tratta del “massaggio anti-stitichezza”.
In poche parole occorre:

  • mettere il neonato supino e nudo in una stanza calda e confortevole
  • fare disegni circolari sulla pancia usando un olio per neonati (il più naturale possibile)
  • prendere le gambe e muoverle simulando la bicicletta
  • portare le gambe al petto e distenderle

Si suggerisce, comunque, di rivolgersi a una figura specializzata (come un osteopata neonatale) per la corretta prassi.

Altri possibili rimedi (dai sei mesi)

Quando il bambino diventa più grande, quindi introduce cibi solidi ed è in grado di stare seduto, si può ricorrere ad altre strategie per facilitare l’espulsione delle feci e scongiurare la stitichezza.
Ecco quali sono:

  • introdurre una maggiore quantità di fibre nell’alimentazione (cibi integrali e legumi, ad esempio)
  • mangiare frutta e verdura
  • bere più acqua 
  • regolarizzare l’orario della defecazione
  • stile di vita attivo
  • favorire l’evacuazione con la posizione seduta (proporre senza insistere)

Cosa evitare assolutamente in caso di stitichezza nel neonato?

A volte, però, si agisce con superficialità e leggerezza e questo fa sì che si scelgano metodi poco adatti alla situazione nonché addirittura pericolosi.
Oltre ai rimedi più sicuri, quindi, riteniamo opportuno presentare anche quegli strumenti talvolta adottati ma assolutamente sconsigliati.

Nella lista dei cosiddetti “don’t” abbiamo individuato:

  • utilizzo sondini: molto “sponsorizzato”, se usato in maniera impropria potrebbe creare danni all’organismo del neonato
  • assunzione lassativi o purganti
  • stimolazione rettale tramite oggetti (cotton-fioc, …)


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