
🧠 Più GABA: I chetoni aumentano il neurotrasmettitore che calma l’attività elettrica cerebrale.
⚡ Neuroni stabili: I chetoni riducono le scariche anomale che causano le crisi.
🔋 Energia pulita: Il cervello brucia grassi più efficientemente, riducendo lo stress ossidativo.
✅ PRO: Riduce le crisi anche dove i farmaci hanno fallito.
⚠️ CONTRO: Rischio disidratazione iniziale e calcoli renali nel lungo periodo.
Questo menu è puramente indicativo. La dieta chetogenica per l’epilessia è una terapia medica: il piano alimentare reale deve essere calcolato e monitorato da un neurologo e un dietista specializzato, e varia significativamente da paziente a paziente.
In concreto: la dieta chetogenica prevede l’apporto quotidiano del 75% di calorie da grassi, del 5% da carboidrati e del 20% da proteine.
La dieta chetogenica rappresenta una terapia nutrizionale medica (MNT) di primaria importanza per il trattamento dell’epilessia, con un’efficacia ampiamente dimostrata soprattutto nei casi di farmacoresistenza (mancata risposta alle terapie con farmaci anti-crisi).
Ultima, non per importanza la ragione per cui la dieta chetogenica sarebbe particolarmente indicata in caso di epilessia.
Secondo una ricerca condotta negli anni scorsi dalla Johns Hopkins University negli Stati Uniti, infatti, la keto funzionerebbe in quanto riduce l’eccitabilità e la trasmissione nervosa grazie all’azione dei corpi chetonici.
La correlazione tra alimentazione e attività neurale affonda le sue radici nella storia della medicina. La prestigiosa rivista scientifica Epilepsy Research ha confermato la tesi clinica secondo cui la condizione di digiuno previene la frequenza e l’entità delle crisi epilettiche. La dieta chetogenica agisce esattamente come un “mimo del digiuno”: costringe il corpo a utilizzare i lipidi come carburante primario.
Secondo le ricerche condotte dalla Johns Hopkins University negli Stati Uniti, la keto funziona perché i corpi chetonici generati dal fegato alterano il metabolismo energetico cerebrale. Invece di causare continui picchi insulinici legati all’uso del glucosio, il cervello alimentato a chetoni sperimenta una riduzione drastica dell’eccitabilità neuronale. I corpi chetonici stabilizzano le membrane cellulari e controllano le scariche elettriche incontrollate alla base delle crisi, offrendo uno scudo biochimico potente laddove i farmaci tradizionali risultano meno efficaci.
I dati della letteratura medica parlano chiaro: più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica e maggiore è la possibilità di successo clinico nei pazienti pediatrici.
Nel caso dei bambini, la dieta chetogenica può proseguire continuativamente anche per un periodo di due anni, a meno che non compaiano effetti collaterali che ne richiedano la sospensione o la rimodulazione (come nausea, vomito, stipsi severa o difficoltà respiratorie dovute ad alterazioni dell’equilibrio acido-base).
Trattandosi di un regime estremamente rigido — ricco di uova e proteine in genere, ma quasi totalmente privo di frutta, carboidrati e zuccheri — per un bambino l’impatto iniziale può essere complesso. Per renderlo accettabile e sostenibile, i caregiver possono utilizzare piccoli “stratagemma” creativi concordati con il nutrizionista:
La dieta chetogenica riscuote un elevato tasso di successo anche negli adulti, permettendo di ridurre significativamente la severità dei sintomi epilettici. A prescindere dalla classificazione dell’epilessia (occasionale, congenita o acquisita da trauma), questa strategia permette ai neurologi di lavorare su due binari metabolici simultanei:
Esattamente come accade nei bambini, l’utilità maggiore si riscontra nelle forme di farmacoresistenza. Negli adulti, qualora il neurologo verifichi la stabilità clinica a lungo termine, il protocollo può essere periodicamente rimodulato o ciclizzato sotto forma di diete chetogeniche meno rigide (come la dieta MAD o LGIT), per favorire una migliore qualità della vita sociale.
Oltre a determinati cibi, è raccomandabile per chi ha l’epilessia evitare alcuni comportamenti o dinamiche che possono favorire l’insorgere delle crisi.
Tra questi:

Questa guida chetogenica elaborata in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli spiega il funzionamento della dieta chetogenica, un percorso depurativo, detossificante e sgonfiante che permette di dimagrire in 21 giorni.

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