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I fagiolini, a differenza di tutti gli altri legumi, sono un’eccezione low-carb sicura e consigliata per la dieta chetogenica grazie alla loro composizione chimica:
Questa guida chetogenica elaborata in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli spiega il funzionamento della dieta chetogenica, un percorso depurativo, detossificante e sgonfiante che permette di dimagrire in 21 giorni.
La composizione chimica dei fagiolini li differenzia drasticamente da tutti gli altri legumi amidacei (fagioli secchi, lenticchie, ceci). Il segreto è la loro matrice strutturale, ricca di acqua e fibra.
In chetogenica, il successo è misurato sui Carboidrati Netti, ovvero i carboidrati che il corpo può convertire in glucosio e che potrebbero interrompere la chetosi. I fagiolini avendo cosi pochi carboidrati e ricchi di fibra non interrompono la chetosi (se non si superano i 150gr).
La Fibra è un carboidrato strutturale che il corpo umano non riesce a digerire né ad assorbire. Per questo motivo, non influenza la glicemia e di conseguenza non stimola l’insulina, lasciando la chetosi inalterata.
L’ideale sarebbe 100/150 grammi.
Per 100g di fagiolini lessati, la presenza di circa 4,6g di fibra su 7,0g di carboidrati totali riduce i Carboidrati Netti a un minimo di ≈2,4g.
⚠️ Attenzione
È cruciale distinguere i fagiolini (il baccello verde) dai fagioli secchi (cannellini, borlotti). Questi ultimi, essendo il seme concentrato, hanno eliminato gran parte dell’acqua e sono ricchi di amido, arrivando a ≈22g di carboidrati netti per 100g e sono quindi vietati in chetogenica.
Se in chetogenica la varietà è un problema, la carenza di fibra lo è ancora di più, portando spesso a stipsi e gonfiore. La scienza evidenzia il ruolo dei fagiolini nel migliorare la salute intestinale.
I fagiolini sono un ottimo alimento per la dieta chetogenica ma ricorda che il suo successo a lungo termine dipende dall’equilibrio degli elettroliti, minerali a carica elettrica che regolano l’idratazione e la funzione muscolare. La loro rapida perdita in chetogenica rende l’integrazione un fondamentale biochimico per la performance fisica e mentale.
La forte restrizione di carboidrati causa una rapida espulsione di minerali essenziali (Sodio, Potassio, Magnesio), portando a stanchezza, crampi e malessere (la Keto-Flu ).

Spesso, quando si intraprende un percorso di dieta chetogenica, è possibile dover affrontare dei fastidi fisici nella fase iniziale: La keto flu.
“L’ideale è una porzione di 100g o 150g. In questo modo, il contributo totale di carboidrati netti è minimo, garantendoti un contorno abbondante senza stress.”.
Revisione editoriale
Contenuto a cura dello staff scientifico Farcomed. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico o del professionista sanitario.
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