Quando la cistite non è “solo” cistite: intervista al dottor Alberto Clicerio

Dolore pelvico, bruciore urinario, cistiti ricorrenti che non rispondono agli antibiotici. Molte donne convivono per anni con sintomi persistenti senza ricevere una diagnosi chiara.

Ne abbiamo parlato con Dott. Alberto Clicerio, chirurgo specializzato in endometriosi e patologie pelviche complesse, per capire cosa può nascondersi dietro disturbi spesso considerati “banali”.

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Dottor Alberto Clicerio

Medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia. Il suo percorso formativo si è svolto presso la Clinica Mangiagalli di Milano e presso il centro di riferimento italiano per la chirurgia mini-invasiva e l’endometriosi dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar di Valpolicella (VR).


Cosa l’ha spinta a dedicarsi a patologie complesse e spesso invisibili?

Durante la sua formazione, il Dott. Clicerio ha iniziato a notare un fenomeno ricorrente: pazienti che continuavano a stare male nonostante diagnosi e terapie corrette.

“Durante la formazione mi sono accorto che esisteva un grande gruppo di pazienti che continuava a stare male nonostante visite, esami e terapie corrette. Non era mancanza di cura, era mancanza di chiavi di lettura.”

Dolore pelvico, bruciore urinario e disturbi intimi venivano spesso trattati separatamente, senza una visione d’insieme.

“Ho iniziato a interessarmi proprio a ciò che non tornava, a quelle storie in cui la medicina funzionava a metà. Da lì è nata la scelta di dedicarmi a patologie complesse e spesso invisibili.”


Quando la cistite o il bruciore persistente indicano qualcosa di più complesso?

Molte donne ricevono cicli ripetuti di antibiotici per cistiti ricorrenti, ma non sempre il problema è batterico.

“Quando la paziente continua ad avere sintomi ma i batteri non spiegano più il quadro, probabilmente non siamo più davanti a una semplice infezione.”

Il Dott. Clicerio spiega che alcuni segnali dovrebbero far sospettare un quadro più complesso:

  • bruciore persistente senza batteri

  • dolore dopo i rapporti

  • peggioramento da seduta

  • beneficio solo temporaneo dagli antibiotici

  • associazione con dolore mestruale o intestinale

“In questi casi bisogna cambiare prospettiva: spesso non è un problema della vescica ma del sistema pelvico nel suo insieme.”

Anche la vulvodinia può essere confusa con la cistite:

“All’inizio la paziente percepisce solo bruciore urinario e viene trattata come infezione. Il dolore nasce all’ingresso vaginale e il cervello lo interpreta come vescicale.”


“Spesso non è un problema della vescica ma del sistema pelvico nel suo insieme.”


Qual è il legame tra cistite, endometriosi e vulvodinia, e quanto conta l’aspetto psicologico?

Queste patologie condividono un elemento comune: il sistema nervoso pelvico.

“Vescica, vagina, vulva e utero condividono vie nervose. Quando un distretto resta infiammato a lungo, sensibilizza anche gli altri.”

Per questo, il dolore può manifestarsi in modo diverso nel tempo:

“Una paziente può iniziare con dolore mestruale, poi comparire bruciore urinario e infine dolore ai rapporti: non sono tre malattie separate ma un’unica sindrome del dolore pelvico.”

Il lato emotivo è altrettanto importante:

“Conta molto, ma non nel senso di ‘è nella testa’. Il dolore cronico modifica il sistema nervoso e il cervello modifica il dolore: è una relazione bidirezionale.”


Quanto è importante un approccio multidisciplinare e cosa rischiano gli antibiotici ripetuti?

Secondo il Dott. Clicerio, la gestione di queste pazienti richiede un lavoro di squadra tra ginecologo, urologo, fisioterapista e psicologo.

“Il ginecologo da solo non basta, l’urologo da solo non basta, nemmeno il fisioterapista da solo. Queste pazienti migliorano quando qualcuno coordina le competenze.”

Gli antibiotici ripetuti, invece, possono peggiorare la situazione:

“Se il problema non è infettivo, gli antibiotici peggiorano l’equilibrio vaginale e intestinale e aumentano la sensibilizzazione, trasformando un disturbo intermittente in cronico.”

Anche gli integratori possono avere un ruolo, ma solo se inseriti in un percorso terapeutico strutturato:

“Gli integratori possono aiutare, ma da soli raramente risolvono il problema.”


“Vescica, vagina, vulva e utero condividono vie nervose. Quando un distretto resta infiammato a lungo, sensibilizza anche gli altri”


    La chirurgia può aiutare e qual è il messaggio alle donne che soffrono da anni?

    Il trattamento chirurgico dell’endometriosi può migliorare i sintomi urinari, soprattutto quando la malattia coinvolge legamenti uterosacrali, setto retto-vaginale o nervi pelvici.

    “Non perché operiamo la vescica, ma perché riduciamo lo stato infiammatorio e la sensibilizzazione del sistema nervoso. La chirurgia è una parte del percorso, non la fine del percorso.”

    Il messaggio finale del Dott. Clicerio alle pazienti è chiaro:

    “Se gli esami sono normali ma lei continua a stare male, non significa che non abbia nulla. Il dolore pelvico cronico è reale, ha una spiegazione biologica e può essere affrontato con un percorso adeguato.”


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