Cistite maschile e fertilità: il Dottor Sorrentino risponde alle domande più frequenti

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il Dottor Michelangelo Sorrentino, specializzato in urologia e perfezionato in andrologia, che riceve a Napoli, Caserta e Santa Maria Capua Vetere. Si dedica quotidianamente alla cura dei pazienti con disturbi urologici e problematiche andrologiche, eseguendo personalmente la valutazione ecografica durante la visita. 

Ogni anno realizza in prima persona oltre 200 interventi chirurgici ed endoscopici presso strutture convenzionate e collabora come consulente andrologo con diversi centri di fecondazione assistita. Ci ha gentilmente concesso questa intervista per parlare di salute maschile, cistite e infertilità.

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Dottor Michelangelo Sorrentino

Specializzato in urologia e perfezionato in andrologia. Annualmente effettua in prima persona oltre 200 interventi chirurgici ed endoscopici presso una struttura convenzionata. Collabora come consulente andrologo con diversi centri di fecondazione assistita.


Dottor Sorrentino, cosa l’ha spinta a specializzarsi in urologia, andrologia e infertilità maschile?

Io vengo da una famiglia di urologi, dopo mio nonno Michelangelo e mio padre Francesco, io costituisco la terza generazione urologica. Quindi probabilmente avevo una specie di imprinting genetico nei confronti dell’urologia. La scelta della andrologia e specificamente della infertilità maschile è stata successiva alla specializzazione. Sono restato affascinato dalla vastità e dalla complessità della problematica legata all’infertilità maschile che può sembrare semplice ma che invece ha molte sfaccettature. Inoltre mi riempie di soddisfazione ogni qualvolta vengo a sapere che anche in conseguenza del mio contributo una coppia è riuscita a diventare una famiglia e ad avere uno o più figli.


Nel trattare temi delicati come infertilità e salute maschile, quanto conta l’aspetto psicologico rispetto a quello clinico?

Il maschio è meno propenso a mettere in dubbio la propria fertilità e ad accettare la sua vulnerabilità. Ecco quindi che quando viene messa in gioco la sua capacità procreativa o ancora di più il suo vigore sessuale soffre terribilmente da un punto di vista psicologico, e a volte la ferita dell’ego diviene addirittura predominante sul fattore clinico che ha determinato il problema. Nell’affrontare queste problematiche è quindi necessario essere molto attenti anche alla componente psicologica, dando rassicurazioni e serenità al paziente.


“L’uomo è meno propenso a mettere in dubbio la propria fertilità e ad accettare la sua vulnerabilità…”


Perché la cistite, considerata tipicamente femminile, può colpire anche gli uomini? Qual è il meccanismo alla base?

La cistite batterica è un‘infezione che interessa più spesso il sesso femminile per la minore lunghezza dell’uretra, il canale che mette in comunicazione la vescica con l’esterno, che nelle donne è lunga circa 3-4 centimetri mentre nel maschio supera i 20cm. Quindi nella donna la vescica può essere più facilmente raggiunta da germi che arrivano dall’esterno e risalgono l’uretra. Ma la via retrograda ovvero la risalita dei germi in vescica non è l’unico meccanismo con cui si può innescare un’infezione vescicale, anzi più spesso i batteri arrivano in vescica dal sigma (l’ultimo tratto dell’intestino) che è situato proprio in contiguità con la vescica. Questa è sicuramente la modalità più frequente di insorgenza di una infezione del basso tratto urinario nel sesso maschile.


Quali sono le cause più frequenti di cistite maschile nelle diverse fasce d’età?

Nei bambini la cistite può spesso essere secondaria a stenosi dell’uretra o ad altre condizioni congenite o acquisite che determinano un ostacolo allo svuotamento vescicale. Negli adulti le condizioni predisponenti sono sicuramente una irregolare funzionalità intestinale associata a stipsi o diarrea che facilità la migrazione di colibatteri dal rettosigma alla vescica. In questa fascia di età la cistite, il più delle volte, si associa o si sovrappone ad una prostatite con amplificazione dei sintomi e non di rado con la comparsa di febbre. Infine negli anziani un incompleto svuotamento vescicale causato dall’ingrossamento della prostata determina un ristagno di urina nella vescica che predispone per la comparsa di una cistite.


“Anche per l’uomo è importante che si faccia una prevenzione che può caratterizzarsi in alcuni momenti della vita…”


    Quando una cistite nell’uomo deve far sospettare qualcosa di più serio?

    Una cistite ricorrente che ritorna poco dopo aver terminato la terapia antibiotica merita un approfondimento diagnostico perché potrebbe essere la conseguenza di altre patologie come il diabete mellito, la calcolosi vescicale o l’ipertrofia prostatica con ritenzione cronica di urina. In questi casi è quindi fondamentale una valutazione urologica che mirerà a valutare mediante esami ematochimici, uno studio ecografico ed eventuali ulteriori approfondimenti diagnostico-strumentali la presenza di condizioni patologiche fino a quel momento non evidenziate.


    La cistite maschile può influire sulla fertilità?

    La cistite come qualsiasi evento infiammatorio a carico dell’organismo può interferire in maniera transitoria con il potenziale di fertilità dell’individuo che ne è affetto. Se però la cistite si associa ad una prostatite quest’ultima si può estendere anche agli epididimi e ai testicoli innescando una orchiepididimite che può avere effetti negativi anche definitivi sulla fertilità maschile, sia danneggiando proprio la produzione degli spermatozoi oppure causando un’ostruzione delle vie seminali con mancata emissione degli spermatozoi nel liquido seminale eiaculato.


    Le donne, fin da piccole, vanno dal ginecologo o dalla ginecologa, gli uomini invece spesso aspettano che sorga un problema prima di consultare un urologo o un andrologo…

    Anche per l’uomo è importante che si faccia una prevenzione che può caratterizzarsi in alcuni momenti della vita. Al momento della nascita o nei primi mesi di vita solitamente tutti i neonati sono visitati e valutati dal pediatra che se evidenzia una anomalia degli organi genitali maschili sollecita la consultazione di uno specialista urologo. Intorno ai dieci anni, cioè in epoca prepubere, è opportuno valutare che il bambino abbia un apparato genitale pronto per rispondere agli stimoli ormonali della pubertà. Al termine della pubertà si deve controllare che lo sviluppo dell’apparato genitale sia avvenuto con le giuste modalità e si valuta l’eventuale presenza di patologie come varicocele, fimosi, ipotrofia testicolare che possono essere corrette in questa fase della vita. Tra i 40 e i 50 anni si inizia lo screening delle patologie prostatiche, utile per individuare l’ingrossamento della ghiandola prostatica che può richiedere un trattamento farmacologico e per la prevenzione del tumore prostatico; da questo momento in poi ogni uomo dovrebbe periodicamente (di solito con cadenza annuale) sottoporsi ad un dosaggio del PSA e ad una vista urologica.


    “Bere tanta acqua da far in modo che le urine siano chiare quasi trasparenti è il cardine per il buon funzionamento dell’apparato urinario.”


      C’è un consiglio semplice che darebbe agli uomini per prevenire infezioni urinarie?

      Sicuramente una adeguata idratazione, che si può tradurre nel bere tanta acqua da far in modo che le urine siano chiare quasi trasparenti, è il cardine per il buon funzionamento dell’apparato urinario e per ridurre la comparsa delle infezioni. Non meno importante la corretta alimentazione che permette di avere una funzione intestinale regolare che, come detto, è importante per minimizzare il passaggio di germi dall’intestino all’ apparato urinario. Quindi in definitiva per prevenire le infezioni urinarie e in generale per preservare il benessere dell’apparato urogenitale è fondamentale seguire uno stile di vita salutare.


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